Crisi di Tumblr: gli utenti passano a PornHub

Ad un mese dalla censura di Tumblr, il noto social network ha perso 87 milioni di utenti, che si sono spostati su altri social… e su PornHub.
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Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo sentito parlare di Tumblr; ancora più spesso, però (non negatelo), abbiamo sentito parlare di PornHub. Cosa hanno in comune questi due siti così apparentemente diversi? Da quando Tumblr ha deciso di bandire ogni traccia di nudità dal sito… assolutamente nulla.

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Qualche anno fa, Tumblr era considerato un rifugio per molti adolescenti, specialmente per le fasi più critiche di questa età. Pian piano, questo social network si è trasformato nella patria del porno: artisti di qualsiasi genere potevano pubblicare le loro creazioni (foto, video, disegni, racconti) senza che queste subissero alcun tipo di censura. Era accettata qualsiasi cosa e qualsiasi parte del corpo; addirittura i capezzoli femminili, che vengono censurati su qualsiasi altro social network, erano ammessi. Tumblr era, perciò, il paradiso del NSFW, acronimo inglese che sta per Non Suitable/Safe For Work, ad indicare contenuti che è meglio non visualizzare mentre si sta lavorando.

Un mese fa, però, il social network ha praticamente costretto una grande fetta di utenza ad emigrare su altre piattaforme… tra le quali PornHub. Il motivo di questa migrazione è una censura che andremo subito a spiegare.

A partire dal 17 dicembre i contenuti per adulti non saranno più permessi su Tumblr, a prescindere dalla tua età.”

Aprendo la pagina relativa alle linee guida di Tumblr, selezionando la categoria Contenuti per Adulti, questa è una delle prime frasi in cui ci imbatteremo, frase che non ha assolutamente bisogno di essere spiegata.

A partire dalla data indicata, Tumblr ha eliminato qualsiasi accenno di nudo si trovasse nel sito; la cosa più grave, a detta di molti utenti, è che per attuare questo drastico cambiamento ci si è affidati ad un bot.

Inutile dirlo, suddetto bot ha da subito cominciato a censurare immagini totalmente casuali, che spesso e volentieri non avevano nulla a che vedere con il porno o la nudità: paesaggi, vestiti, cartoni animati, e via dicendo.

Qual è il motivo di questa censura? Semplice: Tumblr voleva restare nell’App Store. Il 19 novembre, infatti, l’applicazione del noto social network era improvvisamente scomparsa dall’App Store e non era più possibile scaricarla. In seguito si venne a sapere che il motivo della sua rimozione era la presenza di materiale pedopornografico all’interno del sito. A quanto pare, alcuni post di questo genere erano riusciti a sfuggire al controllo dei bot che regolano i post su Tumblr, finendo per essere pubblicati. App Store ha, perciò, giustamente deciso di rimuovere l’applicazione di Tumblr tra quelle disponibili nel suo catalogo.

Per risolvere il problema e, quindi, tornare disponibili su App Store, i responsabili di Tumblr hanno deciso di bandire totalmente qualsivoglia materiale pornografico, affidandosi ad un bot invece che tentando di risolvere la situazione con un approccio più umano ed affidabile.

La faccenda, quindi, è stata risolta velocemente per il social network, ma a quale costo? Apparentemente, quello di scontentare la sua utenza e censurare statue, lampade, gattini ed infine, se ci scappa, anche un capezzolo.

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Lo stesso CEO di Tumblr, Jeff D’Onofrio, ha dichiarato che “filtrare questo tipo di contenuti rispetto, ad esempio, a una protesta politica che include nudità o la statua del David, non è semplice. Ci affidiamo a strumenti automatizzati per identificare i contenuti per adulti e agli esseri umani per aiutare ad addestrare e tenere sotto controllo i nostri sistemi. Sappiamo che ci saranno errori, ma abbiamo fatto del nostro meglio per creare e applicare un regolamento che riconosca l’ampiezza di espressione che vediamo nella comunità”.

Cosa ha a che fare PornHub con tutto questo? Dal momento che conosciamo tutti il contenuto di questo famoso sito porno, potrete sicuramente immaginarlo, ma vi chiarirò subito le idee.

Gli (ormai ex) utenti di Tumblr hanno preso varie decisioni in merito a questa censura: creare un sito parallelo a Tumblr che si chiamerà Cumblr e non vieterà nessun tipo di contenuto NSFW, scioperare da Tumblr per 24 ore… e passare a PornHub.

L’account Twitter del famoso sito porno, infatti, ha preso la palla al balzo per autosponsorizzarsi: “Utenti di Tumblr: Pornhub vi accoglie a braccia aperte. Entrate a far parte della nostra community di milioni di curatori: personalizzate il vostro feed, create playlists, gifs e altro ancora. Per i creatori di contenuti: caricate video, foto, gifs e condividete testi con un pubblico immenso. Guadagnate soldi con i vostri contenuti.” Non poteva esserci pubblicità migliore: artisti e amanti del NSFW hanno immediatamente risposto all’appello di PornHub.

Aspetta, quindi posso creare un account come illustratore e postare gallerie d’arte su PornHub, adesso?”, chiede un utente di Twitter e, presumibilmente, di Tumblr. La replica del sito porno non si è fatta attendere:

Puoi sempre caricare opere d’arte e foto. Puoi creare e curare uno stream e guadagnare iscritti. Puoi anche inaugurare un fan club e farti pagare mensilmente dai tuoi fan per opere d’arte, video e altri esclusivi vantaggi.”

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Lo scambio di battute in proposito, come era prevedibile, è continuato. Un altro utente ha chiesto “Sono un autore erotico. Posso usare PornHub come usavo Tumblr, per pubblicizzare, condividere le copertine o un estratto della storia?

Puoi usare PornHub per qualsiasi cosa. Oltre alle foto e ai video, abbiamo post di testo che potranno arrivare nei feed dei tuoi iscritti”, risponde nuovamente PornHub, precisando che qualsiasi tipo di video e, più genericamente, contenuto, può far guadagnare chi lo posta; quindi non si parla esclusivamente di porno.

Insomma, PornHub ha accolto a braccia aperte migliaia, se non milioni, di nuovi utenti. Tumblr, invece, è riuscito a tornare disponibile su App Store, che era l’obiettivo primario che si era posto. Ma è davvero valsa la pena censurare centinaia di blog, cancellare migliaia di file multimediali, dire addio ad una buona fetta di utenza… per ottenere un posto nell’App Store? Ne dubitiamo tutti e, probabilmente, stanno cominciando a dubitarne gli stessi responsabili di Tumblr. Il ban di Tumblr sui contenuti NSFW è infatti costato al social network più di un quinto dei suoi utenti, che hanno abbandonato il sito nel mese successivo alla censura.

Analizzando i dati relativi al traffico del sito, si può notare come le visite al sito web siano passate da 521 milioni a 437 milioni in un solo mese.

La censura, che è stata applicata il 17 dicembre, ha provocato una rivolta da parte della comunità di Tumblr, poiché andava a penalizzare specialmente i contenuti LGBT, andando a ledere anche molti artisti che, sul social network, vendevano i loro disegni e le loro creazioni a tema NSFW.

Nonostante le proteste degli utenti e il massiccio calo di essi che, come precedentemente spiegato, si sono spostati su altre piattaforme, Tumblr non sembra avere intenzione di rimuovere la censura.

Sappiamo che l’utenza di Tumblr è composta da molte minoranze, e non abbiamo intenzione di censurare i loro discorsi”, dice un post sul sito di Tumblr. “Questo sarà sempre un posto che vi permette di esplorare la vostra identità, ed è un rifugio per le persone emarginate, com’è sempre stato”.
Nonostante questo, a tre mesi dalla censura il bot continua a fare parecchi errori, l’utenza è calata di svariati milioni e Tumblr è silenzioso come non lo è mai stato prima.

Una petizione online chiede che la censura venga eliminata e, al momento, ha raccolto più di 600.000 firme.

Lasciamo che gli utenti postino contenuti porno”, si legge sulla pagina della petizione, “Il porno è il motivo per il quale il 90% dell’utenza si è iscritta a Tumblr”.

Considerato il calo d’utenza che sta subendo Tumblr e la popolarità dei siti dedicati esclusivamente al porno sempre in aumento, chissà; magari il social network del futuro sarà proprio PornHub.

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