Quanto contano davvero le dimensioni?

Le dimensioni contano? Sentiamo spesso questa domanda che, scherzosamente o meno, viene posta perlopiù alle donne. Si potrebbe pensare che le risposte varino da persona a persona ma, in realtà, la discussione riguardo le dimensioni del pene degli uomini potrebbe avere delle risposte ben precise. Andiamo quindi a scoprire quanto contano effettivamente le dimensioni in un rapporto sessuale, le patologie connesse ad esse ed altro ancora.
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Il modo in cui ci vediamo influisce sul modo in cui ci poniamo con le altre persone. Questa è una verità indiscutibile; la bassa autostima va a braccetto con l’ansia e, di conseguenza, per una persona che si vede brutta è difficile socializzare, specialmente in campo amoroso. Al contrario, una persona dall’aspetto non proprio gradevole può comunque risultare attraente se sicura di sé e, quindi, carismatica.

C’è chi è insicuro riguardo specifiche parti del viso o del corpo, come ad esempio naso, bocca, persino il colore degli occhi. La maggior parte delle volte c’è una soluzione, più o meno economica, con la quale possiamo prendere provvedimenti e modificare ciò che non ci piace: dal make-up alla chirurgia estetica, le vie dell’autostima sono infinite.

Nei nostri articoli ci è capitato spesso di parlare di cosa influisca positivamente o meno sui rapporti sessuali e, molto spesso, è venuto fuori che l’insicurezza è uno dei maggiori “turn off” in camera da letto, motivo per il quale una grande fetta della popolazione riferisce di aver avuto una prima volta imbarazzante. È stato dimostrato da numerose ricerche che avere un’immagine corporea positiva è estremamente importante per la nostra salute sessuale, e la sicurezza di sé è un fattore indispensabile per intrattenere rapporti sessuali soddisfacenti e sani.

Quando questa soddisfazione non sussiste, logicamente si verifica la situazione esattamente opposta, ovvero l’insorgenza di problematiche sessuali. Queste problematiche possono riguardare parti ben specifiche del nostro corpo che sono relative ad un quadro di dismorfismo corporeo, ovvero una persistente insoddisfazione del nostro aspetto.

Forse non ne sentite parlare spesso, ma questo dismorfismo può riguardare anche le nostre parti intime. Ci sono donne insoddisfatte della forma delle proprie labbra vaginali, e uomini insicuri riguardo la lunghezza del loro pene. Se queste insoddisfazioni sono sintomo di un problema più grande legato all’autostima, molte persone decidono comunque di sottoporsi alla chirurgia estetica per modificare l’aspetto della parte interessata.

In generale, gli uomini sono più soddisfatti della loro immagine rispetto alle donne, ma molti di loro scelgono comunque di sottoporsi ad interventi chirurgici per modificare i propri genitali; la maggior parte delle volte, come si può immaginare, richiedono di allungarli. Uno studio presentato all’International Male Aesthetic Surgery and Medicine pubblicato su Scientific Reports mostra come il numero degli interventi annuali di allungamento del pene si aggiri intorno ai 350 solamente in Italia. Se, preso singolarmente, questo numero non è particolarmente impressionante, allora sentite questa: lo stesso studio riporta che la maggior parte degli uomini che si sottopone a questi interventi non ne ha realmente bisogno, in quanto la lunghezza del loro pene rientra nel range considerato “normale”, ovvero oltre i 10 cm circa.

Sono perciò pochi quelli che richiedono questo intervento perché ne hanno effettivamente necessità; come fare, però, a capire quali sono le dimensioni che richiedono un intervento chirurgico? La risposta è: quando ci si trova davanti ad un micropene.

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Lo so che alcuni di voi, arrivati a questo punto, staranno ridendo, ma la micropenia è una condizione anatomica dell’uomo particolarmente sgradevole, che va oltre alle battutine sul pene troppo piccolo e alla bassa autostima. In questo caso, infatti, le

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dimensioni contano: gli uomini affetti da micropenia hanno un pene inferiore a 2,5 volte la media, che si aggira tra gli 8 cm da flaccido e 13-17 cm da eretto. I peni di misura inferiore a 7 cm quando eretti sono, perciò, da considerarsi micropeni a livello medico.

La causa principale di questa condizione è la carenza di testosterone nei primi anni di vita dell’uomo e nella sua adolescenza, ma la micropenia può presentarsi anche senza nessun apparente motivo o a causa di fattori ambientali.

Normalmente, gli uomini affetti da micropenia non hanno nessun altro problema fisiologico ma, se le dimensioni sono particolarmente ridotte, potrebbero avere problemi nell’urinare.

Ovviamente, in questi casi sorgono i problemi psicologici di ansia, depressione e dismorfismo di cui parlavamo poco fa, specialmente se la condizione non viene trattata in età giovanile con cure ormonali e si prolunga, perciò, fino all’età adulta.

Quando si è affetti da micropenia, non è totalmente impossibile praticare la penetrazione. A meno che il pene non sia estremamente piccolo, ci sono delle tecniche da utilizzare per avere un rapporto sessuale “tradizionale”. Si può, ad esempio, adottare una particolare posizione che permette una penetrazione più profonda; appoggiando le caviglie o i polpacci della partner sulle spalle del partner e inclinando il bacino di lei in su, la penetrazione sarà più facile. La donna potrà inoltre utilizzare le labbra della vagina per avvolgere il pene del partner, e i muscoli del pavimento pelvico per contrarre la vagina e trattenerlo. In generale, è bene ricordare una cosa fondamentale che risponde alla famosa domanda del titolo: il sesso non è fatto soltanto di penetrazione. Parliamoci chiaro; avere un pene lungo 20 cm e avere rapporti sessuali di un minuto, saltando a piè pari i preliminari, non significa nulla. Al contrario, far venire l’amante durante i preliminari (a mio parere, la parte più importante del rapporto sessuale) è ciò che importa realmente, in quanto, come abbiamo già detto svariate volte, molte donne non riescono a venire con la penetrazione da sola.

Quello che fa venire alle donne è, la maggior parte delle volte, lo sfregamento del clitoride, e sappiamo tutti (o almeno spero) che, per raggiungere il clitoride, la penetrazione è l’ultima cosa che c’interessa.

Le dimensioni, quindi, contano davvero? Nella maggior parte dei casi, no. Nei casi “estremi” in cui le dimensioni del pene sono estremamente ridotte, sarebbe bene intervenire chirurgicamente per motivi di salute prima ancora che per motivi estetici o legati al piacere; in questi casi estremi, però, spesso la micropenia viene notata quando il soggetto è ancora giovane, e si riesce quindi a correggere con terapie ormonali.

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Gli adulti affetti da micropenia, come già detto, possono sì ricorrere alla chirurgia estetica, ma il loro pene, anche se micro, funziona normalmente. Possono perciò fare sesso, venire e far venire il partner o la partner.

Quelli che hanno un pene considerato “piccolo”, invece, non hanno di che preoccuparsi. Per loro vale il detto “non conta quanto sia lungo, ma come lo si usa”; ci sono molteplici modi di soddisfare una donna sessualmente e (non mi stancherò mai di ripeterlo) la penetrazione (fattibilissima anche con un pene di dimensioni ridotte) è l’ultimo di essi.

Che abbiate un micropene, un pene di dimensioni medie, o un pene estremamente lungo, quindi, non importa granché quando ci si trova sotto le coperte; quello che conta è che sappiate soddisfare i vostri partner, togliendovi dalla testa che fare “dentro/fuori” a ripetizione sia il modo giusto di far venire una donna e imparando ad usare bocca, lingua e dita.

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