Perché parlare di sesso ci imbarazza?

In alcuni ambienti è più facile parlare di sesso, in altri un po’ meno. Per molte persone è ancora un tabù, altre insegnano educazione sessuale nelle scuole. Le informazioni sul sesso sono confuse, spesso lo si confonde con la pornografia e sia ragazzi che adulti non sanno letteralmente dove mettere le mani. Perché parlare di sesso risulta così imbarazzante e perché, invece, non dovrebbe esserlo?
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coppia a letto

Se, in questo momento, vi trovate davanti al computer o al cellulare a leggere questo articolo, è sicuramente per merito del sesso. I vostri genitori biologici hanno fatto sesso, e siete nati voi. È semplice. Un’azione in grado di creare nuove vite dovrebbe essere un argomento di discussione che va sviscerato in maniera approfondita, specialmente a casa e a scuola; invece, pare che la maggior parte degli individui se ne vergogni ed eviti parole come “pene”, “vagina”, “clitoride” e “orgasmo” come la peste.

Questa mancanza di comunicazione su un argomento così importante può portare a problemi molto gravi nei giovani e, a volte, anche negli adulti. Si potrebbe, ad esempio, scambiare la pornografia per il “vero sesso”, cosa che potrebbe portare molti giovani a chiedersi perché non siano sicuri di sé come le pornostar, né fisicamente simili, e creare molti altri malintesi (news flash: le lesbiche, nella realtà, non fanno quello che vedete nei porno).
Soprattutto i giovani, se non vengono istruiti a riguardo, potrebbero cercare feedback esterni e mandare video e foto espliciti a sconosciuti che, in seguito, potrebbero diffonderli o ricattarli; le ragazze potrebbero credere ai siti online che spiegano che, per prevenire una gravidanza, basta lavarsi le parti intime con la coca cola e, inevitabilmente, restare incinte.

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La disinformazione sul sesso porta alla diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili, oltre che a molti pregiudizi su di esse e su chi le ha contratte. Inoltre, c’è da considerare anche l’aspetto emotivo; se non viene insegnato alle persone come approcciarsi al sesso, potrebbero vederlo come un obbligo, come un’esperienza limitata ai genitali e non godibile.
Oppure, molto semplicemente (ma, ahimè, molto spesso) le persone potrebbero non essere adeguatamente informate sul sesso, sul funzionamento degli organi genitali maschili e femminili e sulle zone erogene, cose che portano inevitabilmente ad essere dei terribili, terribili amanti.

Ma perché si ha così tanto imbarazzo nel parlare di sesso? Molti argomenti trattati nei nostri articoli avevano una spiegazione scientifica ma, in questo caso, si può dire che stiamo facendo tutto da soli.
Le generazioni prima di quella attuale non sono state abituate a parlare liberamente di sesso né, tantomeno, hanno mai studiato educazione sessuale nelle scuole. Dal momento che continuano ad essere i più anziani a governare questo paese, il sesso continua ad essere un tabù, e cose che in molti altri paesi sono viste come naturali e necessarie, qua vengono viste come indecenti.

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I pregiudizi tramandati di generazione in generazione hanno creato enormi danni e, con l’avvento di Internet, al posto di scomparire si sono ingigantiti. Abbiamo quindi ragazzi convinti di evitare gravidanze indesiderate con il coito interrotto, e ragazze che arrivano alla maggiore età senza essere mai venute… Per non parlare di quanto l’ignoranza sul tema del sesso porti a omofobia e sessismo.

Nei paesi di fede cristiana e, soprattutto, in Italia, il problema è accentuato poiché la chiesa è la prima a generare e sostenere il “pudore” quando si parla di sesso. Anche se i media sembrano cercare a tutti i costi di convincerci che questo o quel Papa, prete e frate sia “illuminato”, moderno e al passo con i tempi sulle tematiche più scottanti, quando si parla di questioni legate al sesso c’è un repentino ritorno al medioevo.
Ed ecco che quando si parla di fertilità, di infertilità, di tecniche per la procreazione assistita, di fecondazione eterologa, di aborto, di mestruazioni, di stepchild adoption o di unioni gay ci si chiude totalmente a riccio e si rifiuta di prendere in considerazione discussioni che vengono definite “moderne” ma che, in realtà, sono semplicemente necessarie. E tutto questo accade perché siamo stati portati a provare imbarazzo e, talvolta, paura nei confronti del sesso. Parlare di sesso imbarazza anche perché i figli, forse inconsciamente, non vogliono dare al genitore uno dei maggiori dispiaceri: far capire loro che stanno crescendo, che sono pronti ad affrontare il mondo senza aver bisogno d’aiuto.

Purtroppo i tabù ci hanno anche insegnato a somatizzare qualsiasi emozione e trasmetterla attraverso l’imbarazzo che, di fatto, è proprio il sintomo dell’incapacità di manifestare emozioni in modo sano.
Ed ecco quindi che una cosa naturale come il crescere, rappresentata anche dal sesso, diventa addirittura un elemento di dispiacere per i genitori, mentre questi ultimi dovrebbero essere lieti di avere un figlio o una figlia indipendenti.

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Nell’antichità e, nello specifico, nelle religioni pagane (antiche, ma praticate tutt’oggi), il sesso era una parte importante nella vita del singolo individuo e veniva considerato qualcosa di magico, che riusciva ad avvicinare il comune mortale alle divinità e agli altri esseri umani. Molti riti e funzioni religiose prevedevano il sesso, che poteva essere masturbazione, sesso con il proprio partner o culminare in orge. Non si trattava di selvaggi, ma di gente che aveva accettato il sesso come una parte essenziale della propria vita e, perciò, non se ne vergognava: lo aveva, in poche parole, reso una cosa normale.

Con l’avvento del cristianesimo, come già accennato, vennero rubati e distorti i simboli delle religioni più antiche, tra i quali anche e soprattutto il sesso. Nonostante ad oggi esistano ancora persone che praticano le religioni originali, e che una veloce ricerca su internet sui simboli cristiani possa farci scoprire la verità, siamo comunque succubi di una dittatura dell’anima riassumibile con la parola “tabù”.

Come fare per superare questo imbarazzo, questa visione pericolosa della nostra natura umana? Semplice: normalizzandola. Normalizzare il sesso include insegnarlo ai giovani prima ancora che possano avere l’occasione di cercarlo online e, perciò, prima ancora che siano pronti; parlarne come se si stesse parlando del tempo; rifiutare qualsiasi autorità che considera il sesso qualcosa di impuro, dimenticando che è da esso che proveniamo tutti.

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